STORIE DI ANIMALI E DI ALTRE PERSONE DI FAMIGLIA

di Gerald Durrell (traduzione di Letizia Bencini), Neri Pozzi

Sei racconti buffi, al limite dell’assurdo, situazioni in cui ci si ritrova invischiati nel corso della vita che non si sa come affrontare, se con una risata o con attonito stupore.

Animali di famiglia o…una famiglia di animali?
Il confine è assai sottile. L’impressione è quella di venire catapultati in viaggio, accanto a Gerry, mentre lui “va a caccia” di bestie particolari (o loro cacciano lui, forse). Gli animali sembrano antropomorfizzarsi, mentre gli uomini e le donne incontrati rivelano caratteristiche piuttosto…animalesche.

La risata è certa, perché la brillante narrazione coinvolge, il linguaggio è forbito – tipico di un esploratore vecchio stampo venuto da lontano, quasi inconsapevole di ciò che lo attende – e le circostanze esilaranti. Passiamo da una scrofa di nome Esmeralda che mangia pregiato formaggio francese, campionessa nella ricerca dei tartufi, attraverso un tentativo da parte dei figli (umani, s’intende) di far sposare la madre rimasta vedova, a un pappagallo dal gergo scurrile interessato ai superalcolici e a poco altro.

Un’opera leggera, ma capace di far riflettere sui nostri limiti e sulla infinita gamma delle nostre umane stranezze. Che questi racconti siano attendibili oppure arricchiti di particolari strambi, poco importa, perché sono un valido strumento per svagarsi e rendersi conto che, ogni tanto, è sano concedersi una salvifica dose di ironia per fronteggiare il vivere quotidiano.

Durrell dimostra un amore sconfinato per gli animali, di cui si è sempre preso cura… Ma non tutti gli animali sono uguali, specie se fanno i dispetti, se mangiano le altrui colazioni o se fanno vergognare i loro compagni bipedi in un luogo pubblico.
Quando penso a un personaggio eccentrico, di norma, mi viene in mente un artista o qualche nobile un poco datato, magari con un vecchio frac che sa di naftalina e uno o due tic nervosi più o meno coordinati tra loro.
In questo caso, però, le stravaganze sono equamente spartite tra noi e i nostri amici animali.

[Serena, @culturalpills]

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