OMERO, ILIADE

di Alessandro Baricco, Feltrinelli

In Baricco si respira aria di predestinazione. Ma non è aria stantia. Il vento sopra Troia vibra di riso e di pianto e non smette mai di volgersi e rivolgersi, annodarsi, cambiare direzione. Spira accarezzando, svelando, colpendo, quasi uno schiaffo, si intride di terrore e sfiora con dita colme di commozione, rimescola ira e dolore, desiderio, mancanza, soffia sulle braci del furore e della vendetta, alimentando un fuoco perpetuo che attraversa la storia. L’Iliade di Baricco è un canto della limitatezza e della finitezza umana che diventa eterna. È un terribile e magnifico canto della bellezza della guerra, inno al sacrificio che rende certe morti degli altari, dei riti di uno splendore lucente e spaventoso. Questa bellezza distruttiva è tremenda e implacabile, tragicamente irresistibile, ineluttabile. Perché la guerra è eternamente insita nell’animo umano, è ciò che supera le anemiche emozioni e la mediocrità del quotidiano imponendosi come motore del divenire. Unico riscatto possibile da una penombra di una vita che per sua natura cerca la bellezza.

È un canto lucente e rumoroso, l’Iliade. Ma è anche il regno di silenzi assordanti. È una lirica della battaglia, ma anche il dolente, straziante tempo muto – ma mai sordo – degli affetti, delle parole che fermano la guerra, che rubano tempo a ciò che sembra già scritto. Gesta umane di portata minuscola capaci di arrestare gli dei e le forze soprannaturali. Parole di donne – la meravigliosa “geometria sentimentale” del libro VI – o parole di quell’Achille che, terribile e meraviglioso tra gli eroi, più di tutti piange, soffre mancanze, ritorna bambino. Achille, che non si vergogna di piangere, è l’unico eroe capace di cantare.

La storia la scrivono i vincitori, si dice. Da sempre. Ma più di Omero, chi ha mai restituito tanta dignità e grandezza a un nemico, a uno straniero, alla compassione e alla sofferenza, alla finitezza e alla caducità?
Se c’è qualcuno in grado di coglierne la poesia, e la dimensione tutta umana, quello è Baricco.

[Martina, @myworldinakallax]

INSTAGRAM: https://www.instagram.com/p/CCDs9COHfPp/

2 pensieri riguardo “OMERO, ILIADE

  1. Bellissimo articolo, vibra, come le corde di una cetra…davvero molto bello, Complimenti… Di Baricco tempo fa segui con molto interesse le su lezioni in tv.. Su Omero e sull’Iliade. Wow! Nella mia mente scorrono immagini, e Immagino il tempo degli Dei e degli eroi, e degli uomini che nel tempo creano Dei e gesta di eroi… I poeti hanno il dono e la destrezza della parola, nel rendere una guerra buona o ingiusta che sia, certamente dolorosa, in un atto unico, dove la nobiltà dell’ eroe si mescola alla storia degli ultimi, di quelli che verranno dimenticati, dei futuri schiavi, come quelli che costruiranno i templi della mia città, Agrigento. Omero racconta il suo umanesimo splendido e lontano, che giunge a noi come la flotta di Agamennone lenta e inesorabile verso la prodigiosa Troia. … continua ( forse )..

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    1. Non ero a conoscenza di queste lezioni di Baricco, devono essere state davvero interessanti perché, come sempre, il suo approccio è molto umano e discorsivo. Ho trovato che renda la materia davvero accessibile e abbia degli spunti di riflessione molto fini e personali. Si tratta senza dubbio di un mondo affascinante i cui echi riverberano fino a oggi: c’è tanta letteratura in proposito e questo percorso è solo un piccolo segno della mia voglia di approfondire. Grazie per aver commentato!

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