L’HAMMAM

di Tahar Ben Jelloun (traduzione di Yasmina Melaouah), Einaudi

In un vivace flusso di coscienza, l’autore marocchino ci svela cosa possa significare per l’uomo contemporaneo venire a contatto con i mali del mondo, soprattutto nel momento in cui la sua vita si svolge lontano dal contesto di origine. È la storia di un pianista di successo che, sentendosi sporco, per rimuovere i batteri da cui ritiene di essere contaminato, cura la propria igiene in modo ossessivo, ma la sensazione non svanisce.

Il suo medico dice che la causa è puramente psicologica, perciò a lui viene l’idea di recarsi all’hammam per un tipo di pulizia più profonda, mistica. Luogo della memoria e dell’infanzia, durante la quale si recava spesso con la madre, luogo di purificazione e passaggio rituale, è simbolo della necessità di tornare alla fonte dell’esistenza individuale in cerca del cuore stesso della cultura d’origine.

«È nel vapore dei luoghi ambigui che abbiamo qualche probabilità di accostarci alla verità».

Lo scrittore sottolinea l’importanza di conoscere le proprie radici per poter vivere in modo più centrato con gli altri e con se stessi.

Il protagonista è un uomo in cui alberga una profonda frattura: migrato da una patria di religione islamica verso un’Europa corrotta e non molto inclusiva, ma che riconosce il talento del singolo garantendogli una posizione; status che però viene sfruttato dalla disonestà di alcuni suoi connazionali.

Siamo dinnanzi ad un incontro di culture e di generazioni, di pratiche rituali e scientifiche: laddove la medicina moderna nulla può contro i malesseri del singolo, allora è la tradizione a porre rimedio con i suoi rituali fisici e spirituali – di stampo più o meno magico – consentendo all’uomo di venire a patti con se stesso.
Una narrazione breve, ma ricca di spunti di riflessione sulla vita e sulle ragioni dell’animo.

«Devi essere pronto a sbarazzarti del tuo fardello…Sii e rispetta ciò che sei, dimenticare è un buon metodo…I tuoi nemici cesseranno di esistere il giorno in cui non penserai più a loro».

[Serena, @culturalpills]

INSTAGRAM: https://www.instagram.com/p/CCdXNloKFVP/

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