LA REGINA DI SABA

di Knut Hamsun (traduzione del Laboratorio Iperborea, postfazione di Goffredo Fofi), Iperborea
Nono titolo della collana LUCI

Un incontro di pochi minuti può cambiare il corso di una vita?

Questa è la domanda che sembra porci Hamsun, Nobel per la letteratura nel 1920.
Troviamo un tentativo di risposta in questo libro di poche pagine dal raro potere evocativo, capace di far riflettere sulla natura umana con le sue illusioni, speranze, debolezze, ma anche con l’avventatezza che permette di rincorrere quell’effimera felicità anelata dal cuore.

Viaggiando in Svezia il protagonista – lo straniero, l’Altro – crede di scorgere una donna incontrata anni prima. La somiglianza con un quadro che aveva ammirato, proietta l’idea di lei in una dimensione infinita, cristallizzata dall’arte, assicurando la nascita di un’ossessione.

Protagonista che diventa girovago per inseguire, suo malgrado, un ‘incontro’ e al contempo, in un moto dell’animo ribelle, rivendica di essere padrone delle proprie scelte. La feroce libertà di plasmare l’esistenza con un’impronta personale, tanto quanto il dare vita ai propri slanci, seppur provvisori.
Un forestiero in movimento: indomabile anima raminga che scivola continuamente da una parte all’altra di quella membrana fluida e sottile che scinde immaginazione ed esperienza. Lo stesso ruolo dello scrittore non è disgiunto interamente da quello del protagonista.

Il passaggio tra Romanticismo e modernità emerge in tutta la sua prepotente sconnessione, la scucitura che va creandosi tra l’uomo e la propria identità. Troviamo un’atmosfera narrativa in cui sono palpabili l’inquietudine ed uno spiccato senso di attesa dell’inevitabile.
Una nevrosi letteraria che affascina, avviluppa e conquista il lettore nel travagliato percorso che ci (e si) impone l’Io-narratore.

Una prosa immaginifica che unisce al racconto il tratteggio di una realtà naturale indomabile, così eterna e vasta da permettere allo sguardo di smarrirsi; un paesaggio che diviene immutabile testimone delle tribolazioni dell’umanità, cui si trova però intrecciato intimamente.

[Serena, @culturalpills]

INSTAGRAM: https://www.instagram.com/p/B9mw3oioByk/

2 pensieri riguardo “LA REGINA DI SABA

  1. È curioso il titolo del libro. Ci sono molte storie dedicate alla mitologica regina. Nell’antico testamento lei decise di incontrare re Salomone di Israele, dopo che venne a conoscenza della sua proverbiale saggezza. Si narra esser bella e intelligente e che probabilmente il suo regno era da collocarsi nell’attuale Yemen. Mi chiedo a quale quadro si riferisse il personaggio di Hamsun, quello per cui si converte in viaggiatore, forse alla ricerca di qualcosa che non esiste, in altre parole in una leggenda. Come sempre quel che scrive Serena di Culturalpills è affascinante, ha il dono di trasmettere il suo profondo amore per la lettura mai fine a se stesso, ancora una volta ci restituisce con parole nuove il senso interiore di un romanzo scelto, letto e consigliato per noi. Un ultimo pensiero va a Goffredo Fofi Storico critico del cinema, con affetto ricordo ancora le sue rubriche radiofoniche e grazie anche a lui se il mio amore per il cinema sussiste ancora.

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    1. Grazie di cuore per l’interessante contributo.
      Il dipinto di cui si fa menzione nel testo è “La regina di Saba” di Julius Kronberg, esposto a Göteborg nel 1888.
      Il protagonista trova nel volto della giovane che gli cede la camera qualcosa che riconduce a quello della regina, tanto ammirata da lui. Comincia, così la ricerca di questa somiglianza effimera, di una imago quasi, che proietta nella mente chissà quale desiderio di libertà e necessità di superamento del limite dato dal quotidiano. Chissà se è utopia o evasione…

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