LA VIA DEL BOSCO

di Long Litt Woon (traduzione di Alessando Storti), Iperborea

Un libro di frontiera, in equilibrio tra psiche e realtà, natura e cultura, perdita e crescita. In una parola, RESILIENZA, ovvero la capacità di resistere, adattarsi e rafforzarsi di fronte ad un evento traumatico.

Il contenuto è un canto a due voci, un duetto equilibrato tra parti di sé: da un lato, la più intima, fragile e segnata dagli eventi; dall’altra, invece, la più curiosa, affezionata alla vita, estimatrice della bellezza.

Quante volte ci sentiamo piccoli, impreparati ed incapaci verso ciò che ci tocca in sorte?

Long Litt Woon, si trova a fare i conti con l’improvvisa perdita del marito: la realtà costruita con lui va in frantumi, tutto perde significato e si trova sola in un paese in cui abita da decenni, ma che ancora non le appartiene del tutto. Non aspettatevi toni tragici o banali, il linguaggio che tratteggia la vicenda personale è asciutto, lieve e schietto.

Quasi per caso, l’autrice si iscrive ad un corso di micologia per principianti. Le si schiude gradualmente un mondo che l’incuriosisce, dapprima, e l’appassiona, poi. Il cambio di prospettiva dato dall’incontro con questa branca, le offre lo stimolo necessario per ridestare tutti e cinque i sensi, oltre che per mettersi in gioco. Più i funghi diventano familiari, meno l’intima elaborazione del lutto risulta complicata.

È possibile che i funghi curino un cuore pervaso dalla tristezza? Sì, se si permettere all’esistenza di mostrarci la strada e ci si lascia vivere. Non è una colpa tornare alla vita, anche se sentiamo che ci è stata strappata una parte di noi. Scegliere di abbracciare l’esistenza significa darsi modo di guarire e diventare una nuova versione di sé, ornata dalle proprie cicatrici, consapevole del percorso affrontato.

Di grande valore, la chiave di lettura antropologica che la Long propone sull’articolato e bizzarro mondo dei fungaioli, trattato con affettuosa ironia. Entrata a far parte di questa cerchia, può trovare una collocazione personale nella patria d’adozione, la Norvegia, di cui ci racconta con entusiasmo e vitalità i boschi ed i tesori che celano.

Ormai esperta micologa, scrive un libro che profuma di autobiografia, saggio, manuale micologico e molto altro ancora.
Una delle più belle sorprese degli ultimi mesi!

[Serena, @culturalpills]

INSTAGRAM: https://www.instagram.com/p/B7EZf-zIAw7/

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