IL CANTO DI PENELOPE

di Margaret Atwood (traduzione di Margherita Crepax), Ponte alle Grazie

Penelope e una maglietta bianca. È facile l’associazione: lei, moglie perfetta, pura, che per 20 anni non fa altro che attendere l’amato marito, senza concedersi a nessuno. 

Ma cosa c’è dietro questo personaggio così silenzioso e di amorevoli sentimenti? La Atwood riscrive la storia, ci mostra una Penelope nuova, ci mostra i suoi veri pensieri. La protagonista è nel regno degli inferi ed è finalmente libera di dire la sua, di rivelare le sue vere emozioni. Ripercorriamo tutta la sua vita, dalla nascita, fino alla partenza di Odisseo.

E con grande sorpresa anche le ancelle qui hanno una voce, così come l’autrice stessa dà loro voce nel suo più famoso romanzo “Il racconto dell’ancella”. E questo non ci deve sorprendere, i temi sono ricorrenti, ma la forza del racconto rimane, così come la straordinaria capacità di voler svelare una crudissima verità.

È un libro sottilissimo, ma intenso e spietato. Se non lo avete ancora fatto, cosa aspettate a leggerlo? 

[Sara, @culturalpills]

INSTAGRAM: https://www.instagram.com/p/B19QTovIqrV/

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